A volte l’orgoglio spinge verso destinazioni che non avremmo voluto prendere. Ci si lascia trasportare dove non saremmo andati, se avessimo usato il buonsenso. Sovente l’orgoglio ci fa dire l’esatto contrario di ciò che pensiamo; in alcuni casi finiamo con il persuaderci di quelle stesse parole.
Vorremmo avere qualcuno al nostro fianco in un momento difficile, ma, in preda all’orgoglio, rifuggiamo un’aiuto, una mano tesa, un abbraccio caldo. E invece ne avremmo proprio avuto bisogno.
Lo so, perché io sono così: la debolezza è una componente che non amo mostrare, pur conscio ch’essa sia presente in ognuno di noi. Rispondo sempre che va tutto bene, anche quando è l’esatto contrario. Non amo lamentarmi; preferisco reagire, e, quando mi sento stanco, rimango per conto mio.
Nei rari momenti in cui ho avuto la disponibilità di una spalla su cui piangere, ho rifiutato. Ho sempre detto a me stesso: “Non ho bisogno di questo”. Effettivamente, ho superato moltissime difficoltà solamente con le mie forze; quelle decantate energie che pulsano nelle vene, che alimentano incendi inestinguibili, anche quando paiono languire sotto braci sonnolente.
Tuttavia, ho trovato la forza anche in quelle persone, anzi, in quella persona, che si è mostrata presente. È stato un balsamo per il mio cuore sapere che lei c’era, capire che percepiva il mio malessere e che se ne interessava. Un’amica autentica, di quelle che definiscono pienamente il vero significato di amicizia tra uomo e donna: un bene che non tutti possono comprendere ed assaporare.
Questa è per lei; lei sa che io ci sarò sempre, a tartassarla con i miei “tutto bene?”, “Problemi?”. In parte perché è una componente del mio carattere: essere iperprotettivo verso le persone a cui voglio bene. E in parte perché chiedere di restare da soli nei momenti bui è uno degli errori più pericolosi che si possano commettere.
Green day: Good riddance


